nomadi digitali case nonni

Nomadi digitali per ridare vita alle case dei nostri nonni: il progetto di Francesca

Francesca è una nuova host di Smartway con un progetto molto particolare dedicato a nomadi digitali e a viaggiatori. Lei e altri due collaboratori – uno dei quali è suo fratello – hanno deciso di puntare tutto su Acquavella, il loro paese d’origine che conta circa 500 abitanti. Questa piccola frazione di Casal Velino in Cilento è un luogo dai molteplici punti di forza. Basti pensare alla presenza di mare e montagna entrambi a pochi passi, ai siti archeologici del paese e alla vicinanza di importanti punti di interesse quali Palinuro, Castellabate e Paestum.

Ma in cosa consiste il progetto? Per saperne qualcosa in più abbiamo scambiato due chiacchiere con Francesca. Abbiamo scoperto com’è nata l’idea e il perché sia cosi importante includere nel progetto i cosiddetti nomadi digitali.

Acquavella, una destinazione per nomadi digitali e viaggiatori

Partiamo dalle origini del vostro progetto. Da chi nasce e come siete arrivati a concepirlo?

Ciao! Mi chiamo Francesca e il progetto di cui mi sto occupando, insieme a mio fratello e a un terzo collaboratore, si chiama “Il paese delle vacanze – Acquavella”. In pratica, dal mese di luglio circa, abbiamo deciso di prendere in gestione una decina di appartamenti di Acquavella da affittare a viaggiatori e nomadi digitali. Io e mio fratello abbiamo un background molto simile. Io ho studiato a Roma “Gestione delle Imprese” per poi specializzarmi in “Economia e Management”. Mio fratello, invece, ha studiato Pubblicità a Napoli. Il terzo ragazzo ha un percorso complementare al nostro. Ha studiato Economia ed è un amministratore di condominio, quindi si occupa molto della parte burocratica.

 

Tutti e tre abbiamo da sempre provato un grande amore per il nostro territorio. Facciamo tutti parte di I Love Acquavella, un’associazione territoriale che è in piedi da dieci anni circa, e svolgiamo varie attività per far vivere e mantenere attivo il nostro piccolo paesino.

 

Visto il forte interesse, perché non investire sul territorio per mantenerlo vivo? Da questa filosofia di pensiero è nato, poi, tutto il progetto.

Cosa avete intenzione di fare esattamente per mantenere viva Acquavella? Quali attività volete proporre?

Il nostro progetto parte dalle case dei nostri nonni: purtroppo, molte di queste abitazioni sono rimaste vuote e il nostro obiettivo è quello di farle tornare in vita e di valorizzarle. Vogliamo farlo perché per loro sono state importanti! Tutti i sacrifici che i nostri nonni hanno fatto e tutti i soldi che hanno investito nell’acquisto di queste case, oggi potrebbero essere ripagati in un modo che loro non avrebbero mai immaginato.

 

Poi, abbiamo come obiettivo quello di far vivere a qualunque viaggiatore o nomade digitale che decida di farci visita delle esperienze indimenticabili che incarnino le tradizioni del popolo cilentano. Ad esempio, proponiamo la mungitura delle capre, la gita in barca per ammirare le meraviglie della costa Cilentana e la visita al frantoio per vedere come si produce l’olio, grande ricchezza del Cilento.

nomadi digitali case nonni

Smart working in Cilento

Visto che si parla di nomadi digitali, cosa ne pensi dello smart working?

Adoro l’idea dello smart working perché penso che ognuno debba decidere di poter lavorare in qualsiasi posto. Magari per alcune attività questo non è possibile, però per tutte le altre credo che sia un metodo efficace di lavorare. Un esempio? Per chi svolge un lavoro creativo essere immerso nella natura o trovarsi a lavorare di fronte al mare potrebbe essere decisamente positivo. Molto di più rispetto allo stare chiusi in un ufficio di una grande città con tanto di stress addosso. Lo smart working è una vera e propria forma di benessere che il lavoratore ha diritto di avere nel 2020.

 

E poi chi viaggia durante lo smart working arricchisce sé stesso e chi lo ospita. Sé stesso perché scopre altre culture e tradizioni e chi lo accoglie perché conosce persone nuove pur stando fermo. Inoltre, così, si aiuta anche l’economia dei piccoli borghi e questa è una cosa non da poco. 

Nomadi digitali ad Acquavella tramite Smartway

Come hai conosciuto Smartway?

Sono venuta a conoscenza di Smartway leggendo un articolo in cui questa startup veniva citata. A pubblicare l’articolo è stata una ragazza conosciuta sul gruppo Facebook Nomadi Digitali Italiani e con cui condivido i progetti lavorativi.

Non appena ho visto il suo post mi sono fiondata immediatamente nel mondo Smartway.

Perché avete scelto di includere questa startup per nomadi digitali nel vostro progetto?

Con Smartway, la persona che verrà a conoscere queste piccole realtà non sarà un semplice turista. Sarà uno smart worker con l’opportunità di vivere a pieno Acquavella, le sue tradizioni, i suoi luoghi e soprattutto le persone che la abitano. D’altronde, noi abitanti di questo piccolo borgo siamo la ricchezza stessa del luogo: siamo solari e amichevoli, ci aiutiamo l’un l’altro e siamo pronti a donare il nostro tempo a chi decide di passare a trovarci. 

 

Questa startup potrebbe darci una grande mano a ricevere prenotazioni per le nostre case durante tutto l’anno. Sì, perché attualmente noi lavoriamo molto con i turisti di luglio e agosto, ma durante la bassa stagione è difficile ricevere persone.

Con lo smart working potremmo avere la grande opportunità di far vivere alle persone il nostro paese tutto l’anno!

smartway mungitura capre

Smartway
5 Dicembre 2020

Writer: Ludovica | 26 anni | Studentessa di digital marketing e aspirante travel blogger | Da adolescente passava il suo tempo a cercare su Google “lavori da svolgere in viaggio”. È sulla buona strada per realizzare il suo sogno!